Una lettera da Monaco

Gli orrori spettrali che suo padre aveva descritto avevano favorito un rispetto nei confronti di quell’uomo che prima gli mancava. Come si potrebbe mancare di rispetto a qualcuno che aveva visto le cose che aveva visto lui, e che poi era stato obbligato a vivere con incubi incessanti per decenni? 

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Descrizione

Traduttore: Federica Mastronardi
Illustratore: Moreno Paissan
Editore: Vintage Editore
Autore: Meg Lelvis
Anno edizione: 2023
Pagine: 250, Brossura con alette
Lingua: Italiano
Formato: 13×21
ISBN-13: 9791280466167
  In commercio dal: 28 giugno 2023
  PREZZO:  € 16,00 + spese spedizione

Formati disponibili: Cartaceo e ebook

Una lettera da Monaco datata luglio 1946, nascosta tra gli effetti del padre morto, convince l’americano Jack Bailey a intraprendere un viaggio in Germania alla scoperta dell’identità della misteriosa Ariana Schroeder. Il viaggio si rivela un intenso cammino tra i ricordi di un soldato, ma soprattutto di un uomo che ha visto cose irripetibili, che lo hanno tormentato per il resto della vita e lo hanno reso un padre violento e alcolizzato.  Ma anche un cammino nella memoria storica di una Nazione che ha dovuto fare i conti con una feroce dittatura e con tanta violenza sottaciuta. Un viaggio catartico che insegna a Jack un nuovo modo di vedere la vita e gli permette di comprendere e perdonare il padre, il popolo tedesco e anche sé stesso, tutte vittime innocenti della violenza di criminali, che fortunatamente non rappresentano un intero Paese o l’intera umanità.


 

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3 recensioni per Una lettera da Monaco

  1. Daniela LaB

    Meg Lelvis diventa autrice di un romanzo che regala emozioni forti, sensazioni contrastanti e lascia tanto su cui riflettere e pensare.

    Jack Bailey è un poliziotto fin nel midollo, ligio al dovere, con una concezione di famiglia e di amore ben radicato in lui. Cresciuto con un padre taciturno, ubriacone e violento che non ha mai mostrato il minimo affetto e non ha mai voluto condividere con nessuno il suo passato.

    Il ritrovamento di questa lettera ha, su di lui, un duplice effetto: da un lato rappresenta un’altra cosa per incolpare il padre, manchevole anche nei confronti della moglie; dall’altra lo spinge ad indagare per capire cosa possa aver passato nel lontano 1946.

    Inizia così un duplice viaggio: uno nel passato di John Bailey alla ricerca di quello che l’ha reso un uomo tormentato e violento; un altro più profondo nella memoria di un’intera Nazione protagonista di una delle pagine più nere della Storia.

    Lelvis ci regala un romanzo emozionante, un romanzo che è quasi un inno alla speranza e all’amore: anche nei momenti più neri può nascere l’amore, il rispetto, la voglia di essere felici nonostante l’orrore intorno. Eppure, accanto a questo invito, non risparmia al lettore la guerra, i corpi, la devastazione dei campi di concentramento. Dure verità, una realtà che è stata la nostra per anni e che per anni è stata taciuta.

    Ed ora che è ormai è venuta a galla l’invito è quello a NON DIMENTICARE: la memoria fa brutti scherzi, diventa labile, a volte una malattia ce la porta via inesorabilmente. Eppure rimangono i suoni, le sensazioni, i profumi. Ed è a tutto questo che dobbiamo fare la guardia per non ricadere negli orrori del passato.

    Perché dimenticare diventa fin troppo facile, soprattutto se dimenticare significa lenire le ferite. Ma l’Olocausto è una ferita ancora aperta e che sparge ancora la sua infezione: da questa dobbiamo proteggerci attraverso la nostra memoria.

    Il tutto con uno stile pulito e lineare accompagnato da un linguaggio semplice ed essenziale, crudo dove serve, che accompagna il lettore fino alla fine.

    Dovessi trovare una pecca a questo romanzo sarebbe proprio nel finale: un colpo di scena che in realtà era alquanto prevedibile e una conclusione, a mio parere, un tantino affrettata ed insignificante rispetto al resto del romanzo.

    Una lettera da Monaco di Meg Lelvis è un piccolo gioiello che tutti dovrebbero leggere, rileggere, imprimersi nella memoria. Un monito sul passato per le generazioni future.

  2. Susy

    Penso che l’autrice sia stata bravissima a narrare non solo un periodo storico molto particolare, ma anche a farci comprendere come certe situazioni molto brutte possono annullare la personalità di una persona per crearne un’altra completamente diversa.
    E’ stata una storia che mi ha travolto con calma, senza fretta, ma che è riuscita ad attirare la mia attenzione perchè dona molti spunti di riflessione e sicuramente offre una morale importante: non conosciamo mai a fondo chi abbiamo accanto se non scegliamo di conoscerlo davvero e penso che questo sia molto vero.

  3. Susy

    Penso che l’autrice sia stata bravissima a narrare non solo un periodo storico molto particolare, ma anche a farci comprendere come certe situazioni molto brutte possono annullare la personalità di una persona per crearne un’altra completamente diversa.
    E’ stata una storia che mi ha travolto con calma, senza fretta, ma che è riuscita ad attirare la mia attenzione perchè dona molti spunti di riflessione e sicuramente offre una morale importante: non conosciamo mai a fondo chi abbiamo accanto se non scegliamo di conoscerlo davvero e penso che questo sia molto vero.

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